SULMONA – Per un voto Sulmona perse l’amministrazione. Il sindaco Franco La Civita, nella mattinata di ieri, ha infatti presentato le sue dimissioni irrevocabili dopo che in consiglio comunale, il regolamento per l'applicazione dell'addizionale comunale all'imposta sui redditi delle persone fisiche che prevedeva l’aumento di tre punti dallo 0,1 allo 0,4, ha incassato un severo no. Dieci voti favorevoli, e 11 contrari. “Non era più possibile andare avanti così – ha ammesso La Civita – In troppe occasioni questa maggioranza si è divisa arrivando alle votazioni in maniera malconcia. Oggi, non ho potuto far altro che prendere atto che non si discuteva tanto di conti ma di una vera e propria resa dei conti. A quel punto ho rassegnato con un atto sicuramente forte, drammatico, le mie dimissioni irrevocabili”. Ad essere indicati come decisivi per la caduta della coalizione di centrosinistra i voti contrari dei consiglieri del gruppo misto Angelo Amori, Giulio De Santis, Andrea Gerosolimo e Dino Fasciani.
Ma il colpo finale è arrivato dal consigliere di maggioranza, della Margherita, Luigi Rapone. “Esprimo la mia contrarietà all’aumento dell’Irpef perché destinato esclusivamente a far quadrare i conti di una gestione troppo spendacciona. E’ vero - ha detto Rapone nel suo intervento – sono un consigliere di maggioranza un po’ critico e per questo defenestrato. Questo è il prezzo che si paga per il reato di lesa maestà. Sono fiero della mia spina dorsale che non è certamente di caucciù”. Intanto, dallo Sdi regionale, il segretario Raffaele Modestini bacchetta Amori e Fasciani la cui posizione, si legge in un comunicato “non può essere condivisa perché ispirata più a posizioni di tipo personalistico che politico. E’ nostra convinzione che l’iniziativa intrapresa nelle ultime settimane, nella ricerca di un ritrovato senso di solidarietà per il rafforzamento della coalizione di centrosinistra a Sulmona, sia stata vanificata da preconcetti e da rigidità incomprensibili”. E torna a ribadire, Modestini, la piena disponibilità “a sostenere qualsiasi iniziativa il sindaco intende prevedere nel dare soluzione al difficile momento amministrativo della città”.
"NON HO VOLUTO CEDERE AD UN RICATTO POLITICO" SULMONA - Luigi Rapone, consigliere comunale della Margherita, ha difeso la propria decisione di votare contro il regolamento comunale, che prevedeva, l'aumento della addizionale Irpef, affermando di non aver voluto cedere ad un "ricatto" politico. "Avevo detto anticipatamente - ha dichiarato Rapone - che avrei votato contro l'aumento dell'addizionale Irpef e non capisco l'ostinatezza del Sindaco nel voler andare avanti a testa bassa quando sapeva benissimo che non aveva i numeri per far passare il provvedimento. Sarebbe stato più opportuno chiedere un rinvio per studiare eventuali soluzioni che non prevedessero l'aumento delle tasse - ha aggiunto - l'aver deciso di annunciare le proprie dimissioni nel caso in cui non fosse passato il bilancio e quindi evitare un confronto democratico sullo strumento amministrativo mi è sembrato una sorta di "ricatto" al quale non ho voluto sottostare". Concludendo il suo discorso, Rapone ha detto: " E' troppo facile ora puntare l'indice contro di me per responsabilità che invece vanno ricercate da tutt'altra parte". E mentre Rapone "manda i suoi comunicati", Paolo Santarelli, segretario Margherita di Sulmona, fa sapere che ogni decisione sarà presa nei prossimi giorni e che non ha comunicati da fare"perchè le cose non le manda a dire".
TOLONE: "SCIAGURATA DECISIONE"
SULMONA - "E' una decisione sciagurata e gravissima quella presa da Rapone e dei quattro consgileri del Gruppo Misto, tra i quali figuravano due esponenti dello Sdi". Questa è la dichiarazione del segretario dei Ds e consigliere comunale, Oreste Tolone. "Il sindaco ha lanciato un segnale preciso nel rifiutare ulteriori ricatti politici - ha precisato Tolone - a questo punto spetta ai dirigenti regionali dei partiti chiarire la loro posizione ed assumersi le conseguenti responsabilità davanti ai cittadini".
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