|
Ospedale, Ranalli: no allo smembramento dei reparti |
|  (2607 letture) |
|
|
|
|
sabato 18 agosto 2012 |
SULMONA – “Esprimiamo forte contrarietà a qualsiasi soluzione che porti allo smembramento del presidio ospedaliero di Sulmona, con conseguenti difficoltà organizzative e gestionali che potrebbero comprometterne anche la salvaguardia per il futuro.
In attesa di conoscere quali e quante sono le risorse finanziarie destinate a Sulmona, se e quando il presidente Gianni Chiodi deciderà di mantenere la promessa della costruzione del nuovo Ospedale, sollecitiamo di nuovo la tempestiva evacuazione dell’ala vecchia, con alleggerimento della stessa per consentirne l’uso al primo piano per la diagnostica esistente ed il recupero immediato del progetto che prevedeva la realizzazione di moduli ospitanti nuove Sale Operatorie esteso alle UU.OO. di Ostetricia-Ginecologia e Pediatria”.
Giuseppe Ranalli (foto), capogruppo dell’Idv boccia la paventata soluzione transitoria di traslocare l’ospedale sulmonese in una struttura privata.
“I Sindaci del comprensorio Peligno-Sangrino ed i Segretari Provinciali delle Organizzazioni Sindacali – spiega - sono stati convocati dal Direttore Generale della ASL il prossimo 3 settembre per assumere determinazioni sul futuro del Presidio Ospedaliero di Sulmona.
Nel ribadire la volontà della Regione Abruzzo di dotare l’Area Peligna di un nuovo ospedale, apprendiamo che il Direttore Generale ha annunciato l’avvio delle procedure per la progettazione dell’opera per il prossimo autunno.
Inoltre, al fine di fronteggiare l’emergenza da oggi alla realizzazione del nuovo ospedale, essendo risultati infruttuosi i tentativi di reperire spazi idonei ad ospitare provvisoriamente l’intero presidio, viene comunicato che da parte della ASL è stata avviata una ricerca mediante trattativa privata per il trasferimento parziale dello stesso (Area Medica).
Nel rimarcare le nostre preoccupazioni in merito alla certezza dei finanziamenti promessi per la costruzione del nuovo ospedale , abbiamo l’obbligo di sottolineare che non puo’ e non deve esserci una sanità territoriale di serie A ed una sanità territoriale di serie B in ordine agli interventi urgenti ed immediati sui presidi ospedalieri che necessitano di identici interventi strutturali.
I tempi di realizzazione sarebbero ristretti, raggiungendo una sufficiente sicurezza per i degenti, garantendo continuità assistenziale senza smembramento del presidio ospedaliero.
Sarebbe opportuno non appena le promesse si trasformano in certezze, aprire un dibattito pubblico sulla localizzazione e sulle caratteristiche del nuovo ospedale, che dovrebbe assurgere a riferimento di un ampio territorio, dall’area Sangrina all’Alta Valpescara, passando per la Valle Peligna”.
|