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Suicidi di agenti penitenziari, Uil chiede interventi urgenti |
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lunedì 30 luglio 2012 |
SULMONA – “La Uil penitenziari esprime cauta soddisfazione per la convocazione avanzata ad oltranza dai vertici del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria al fine di affrontare finalmente la piaga dei suicidi di poliziotti penitenziari ( due nello stesso giorno hanno riguardato altrettanti poliziotti penitenziari a Vasto ed Augusta) e del disagio correlato al lavoro carcerario”.
Così Mauro Nardella (foto), vice segretario regionale della Uil penitenziari, commenta la convocazione di un tavolo sindacale da parte del Dap, dopo i due suicidi di due agenti penitenziari.
“Nello stesso tempo, tuttavia – continua Nardella - guarderà con attenzione l’evolversi dei lavori e questo per non rivedersi nei panni di chi ascolta molte belle parole da parte dei dirigenti penitenziari ( questo è successo nelle precedenti occasioni che hanno riguardato i restanti e numerosi casi che hanno preceduto i due ultimi casi e cioè 95 suicidi negli ultimi 10 anni e 9 nell’anno in corso) ma che di contro ha visto solo un seguito fatto di sterili ed inutili tentativi e un crescente e netto peggioramento delle condizioni di vita all’interno degli istituti di pena italiani soprattutto negli ultimi tempi con la bocciatura del turn over che di fatto non permetterà di vedere arrivare fresche leve e quindi l’allontanamento dalle zone più critiche, così come accadeva fino a poco prima della riforma pensionistica voluta dall’allora governo Dini, di chi da più di 25 anni svolge il suo lavoro a diretto contatto con i detenuti, ovvero nelle sezioni detentive .
Nell’ambiente penitenziario non si soffre per la crisi economica che sta attanagliando l’Italia intera ma per la crisi di identità di un Corpo di Polizia sempre più lasciato alla deriva e al quale difficilmente gli viene riconosciuta la peculiarità del lavoro svolto spesso in condizioni critiche, pericolose e di elevato condizionamento psicologico.
Se ad esso si associa l’assenza di dirigenti preposti alla salvaguardia del benessere di tutti gli operatori penitenziari (vedasi Il carcere di Sulmona risultante sprovvisto di un dirigente a tempo pieno dal momento della cacciata di Romice) allora la frittata è fatta e a farne le spese neanche a dirlo la polizia penitenziaria sempre più falcidiata da assenze correlate all’attività lavorativa svolta.
La Uil non permetterà più facili prese in giro e con continuità pretenderà il rispetto della dignità di chi per tanto, troppo tempo è stato lasciato solo”.
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