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Spending review, Pdl propone provincia 'Appennino-Adriatica'
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sabato 14 luglio 2012
Immagine attivaSULMONA - Mantenimento della provincia dell'Aquila e creazione di una provincia 'Adriatico-appenninica' o 'Appennino-adriatica' che comprenda le attuali province di Teramo, Pescara e Chieti e che abbia come capoluogo Pescara. E' la soluzione ipotizzata dal Pdl, con tanto di documento inviato al premier Mario Monti e a diversi ministri, in materia di soppressione e razionalizzazione delle Province nell'ambito del decreto sulla spending review.
L'idea - che non e' ancora stata discussa con i presidenti delle Province di Chieti e Teramo - e' stata illustrata oggi in conferenza stampa. Presenti, tra gli altri, il senatore abruzzese Andrea Pastore, presidente della Commissione bicamerale sulla Semplificazione legislativa, il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, il sindaco del capoluogo adriatico, Luigi Albore Mascia, il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e l'assessore regionale agli Enti locali, Carlo Masci. Il documento, pero', e' stato sottoscritto anche da consiglieri regionali e comunali.
Sottolineando che l'attuale suddivisione del territorio abruzzese 'risulta estremamente equilibrata', i presenti hanno spiegato che l'ipotesi di una provincia Appennino-Adriatica 'collimerebbe con la effettivita' geografica, orografica ed economica dei territori compresi, i quali riconoscerebbero, in un'unica realta' amministrativa coerente ed organica, una omogeneita' demografica e storica che favorirebbe la redistribuzione dei servizi burocratici attualmente accentrati presso le citta' capoluogo'.
'Ritengo sia un'idea utile a tutti i territori in questione - ha commentato Pastore - non solo per Pescara, che sarebbe valorizzata al centro di un territorio ampio, ma perche' salverebbe l'Abruzzo, in quanto una eventuale unione di Teramo e L'Aquila creerebbe una frantumazione, con parte dei territori del teramano che andrebbe verso le Marche e parte che andrebbe verso l'area Pescara-Chieti. Si tratta di una soluzione che mantiene unito l'Abruzzo'.
Dicendo di condividere l'obiettivo della riduzione della spesa ed auspicando una duscissione 'sui servizi che dovranno offrire le Province e sulla questione dipendenti, che ora vivono una situazione di caos', il presidente della Provincia di Pescara ha definito la fusione proposta come una 'giusta intuizione' ed ha sottolineato che 'l'attrazione socio-economica di questa grande provincia non puo' essere assolutamente sottovalutata'.
'Non ne farei una battaglia di centrodestra o centrosinistra - ha invece affermato Pagano -, dobbiamo trovare una convergenza. I 'campanilismi' hanno danneggiato la nostra regione e non possiamo permetterci di tornare indietro. Oggi la politica deve saper ascoltare e dobbiamo adeguare la nostra risposta a quello che il territorio gia' ci offre. L'ipotesi di una provincia Appennino Adriatica credo sia la piu' naturale'.
Luigi Albore Mascia ha parlato di Pescara come di una citta' 'baricentrica nell'adriatico, motore contro la crisi.
L'approccio della spending review - ha aggiunto il sindaco - non puo' non tenere conto delle realta' specifiche, delle esigenze e della storia del territorio. I campanilismi, che potrebbero riemergere ed avere anche risvolti sociali, vanno evitati'.
Masci, infine, ha sottolineato che questa ipotesi e' 'il percorso piu' coerente possibile in base alle esigenze' e che 'l'architettura che si va delineando potrebbe essere una soluzione ai tanti problemi dovuti alle strutture che si accavallano con uno spreco notevole di denaro'.
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