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Piccolo Colosseo, scarcerato Passaforte |
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mercoledì 04 luglio 2012 |
SULMONA (Ore 16.05) – E' uscito ieri sera dal supercarcere sulmonese Stefano Passaforte (foto), arrestato il 10 maggio scorso nell'ambito dell’operazione antidroga, denominata dai carabinieri Piccolo Colosseo. Il Gip del tribunale sulmonese, Massimo Marasca, ha concesso i domiciliari al 23enne per consentirgli di andare al lavoro. Già il 4 giugno scorso, il suo avvocato, Alessandro Scelli, era riuscito ad ottenere l’annullamento della misura cautelare dal tribunale del Riesame, anche se Passaforte era rimasto dentro perché colpito da un altro provvedimento di custodia, legato alla vicenda di aprile scorso delle banconote false e al chilo di hashish sequestrato sempre dai carabinieri. Passaforte era stato arrestato anche a dicembre dell'anno scorso dalla polizia in seguito al coinvolgimento in due violente risse in centro di due mesi prima.
Restano, quindi, in carcere per ora anche gli altri arrestati nell’ambito della stessa operazione: i fratelli Mattia (24 anni) e Luca (22) Buccilli e Fabrizio (26 anni) e Gianni Gigante (33), Massimiliano le Donne (29), Luca Del Sarto (22) e Alfredo Scala (23). Per quest’ultimo, picchiato il 24 aprile scorso nel bar La Kiarenza da alcuni rom, il Riesame aveva rigettato l’istanza di scarcerazione presentata dalla difesa, che però potrebbe ricorrere in Cassazione. Stessa decisione era arrivata il 7 giugno scorso per Fernando Polce, 21enne arrestato nell’ambito della stessa inchiesta.
A giorni è attesa la pronuncia sugli altri arrestati, dopo i domiciliari concessi il primo giugno a Mario Maruccelli, il 33enne arrestato nell’ambito della stessa operazione (unico a parlare davanti al giudice).
Francesco Bucci (22 anni), arrestato con gli altri giovani sulmonesi perché ritenuto in un primo momento uno di quelli che poteva avere accesso alle due pistole rinvenute nel corso delle indagini, aveva ottenuto l’11 maggio scorso i domiciliari.
Secondo l'impianto accusatorio, gli imputati sono ritenuti responsabili di una rete di spaccio nella zona che si riforniva a Roma e che avrebbe fatto ricorso anche all’uso di due pistole (poi rinvenute in un campo alle porte della città) coi clienti non in regola coi pagamenti.
Le accuse sono, quindi, a vario titolo, di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, lesioni e porto abusivo di armi.
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