|
Nasce il movimento pro Comune unico in Centro Abruzzo |
|  (1964 letture) |
|
|
|
|
giovedì 28 giugno 2012 |
SULMONA – Il neonato movimento “ripensiamo il territorio” rilancia la proposta di una municipalità unica, sui cinquanta Comuni del Centro Abruzzo, che contano 90mila abitanti su 120 chilometri.
Giovanni Natale, a capo dell’associazione, ha presentato stamattina l’iniziativa, che ha già avuto la benedizione di Confindustria e Ance (foto).
“Partendo dalla considerazione che dei 50 centri della zona ben 38 sono al di sotto dei 2mila e 500 abitanti crediamo che non si possano più conservare le identità fini a se stesse – ha detto Natale – ma vanno esaltate nella grande municipalità, che avrà bisogno di tutti i piccoli comuni. Solo se siamo uniti potremo essere indipendenti. Il nostro motto è; l’unione fa la forza e vorremmo inaugurare un nuovo metodo di impegno civico, che metta da parte l’atteggiamento delle braccia conserte. Un esempio del maggiore raccordo che dovrebbe esserci sul territorio è la necessità di organizzare gli appuntamenti dei vari cartelloni di eventi o le attività legate agli Sportelli unici attività produttive o i vari servizi. Per il resto sappiamo che si tratta di un percorso a tappe con piccole e graduali fusioni. Siamo sognatori ma non siamo irrealistici e sappiamo che i tempi saranno lunghi, ma almeno con queste cose si potrà partire”.
A settembre sarà organizzato un convegno sull’argomento.
“Da tempo diciamo che qui non c’è più solo concorrenza fra aziende, ma anche fra realtà comunali – interviene il presidente provinciale di Confindustria Fabio Spinosa Pingue – per questo ho già presentato l’iniziativa al ministro Barca, che finalmente inaugura una nuova fase per un territorio che smette di lamentarsi e inizia a fare autentica innovazione”.
La sede del movimento è Bussi, ma le riunioni sono itineranti.
"Noi siamo convinti che sia superato al giorno d'oggi parlare in termini di Piani regolatori separati fra i vari Comuni di un territorio - interviene il costruttore - siamo in una fase di recessione e non si possono avere doppioni di piscine o palasport a pochi chilometri. Per questo le nostre 80 aziende sono in sofferenza con una calo del lavoro del 30 per cento".
© RIPRODUZIONE RISERVATA
|