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Coget verso la mobilità dei dipendenti e alla Mazzocco senza stipendi da 3 mesi |
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giovedì 31 maggio 2012 |
SULMONA – Il 25 maggio in Confindustria Chieti si è tenuto un incontro con la CO.G.E.T. srl, circa l'avvio della procedura di mobilità per un totale di 42 lavoratori tra i cantieri di Città Sant’Angelo e Sulmona (14).
Lo rende noto Roberto Di Pardo (foto) della Uilm-Uil.
La Co.G.E.T. opera nel settore elettronico e telefonico.
“Ed è proprio nel settore telefonico che si registrano le difficoltà legate sopratutto ai prezzi troppo elevati che le committenti applicano, oltre all'aumento del costo del carburante – denuncia Di Pardo - Le aziende committenti sono la CEIT per il 50% delle commesse,SIRTI per un 15%,SIETEL per un 35%, i lavoratori nel cantiere di Sulmona interessati alla procedura di mobilità sono 14.
Nel corso dell'incontro la Uilm e la Fiom unitamente ai colleghi di Pescara hanno chiesto all'azienda di trasferire la discussione nell'ambito del ministero del Lavoro al fine di evitare il licenziamento dei lavoratori e il ricorso ad una eventuale Cigs per 12 mesi.
Il ricorso al tavolo ministeriale servirà, anche e sopratutto per far chiarezza circa la questione legata agli appalti da parte dei committenti che esigono prezzi troppo onerosi da sopportare.
In attesa della Convocazione da parte del Ministero, ieri 28 maggio abbiamo tenuto un'assemblea con i lavoratori per dare loro le informazioni di ciò che sta accadendo in azienda – continua Di Pardo - Al tavolo ministeriale sarà sicuramente necessaria la presenza dei nostri Parlamentari, in quanto la regolamentazione degli appalti in Italia è un problema che va affrontato e risolto con impegni che fino ad oggi non ci sono stati”.
Problemi anche alla Mazzocco, che si occupa di finiture metalliche a di Castel di Sangro, dove non sono stati ancora pagati gli ultimi stipendi.
“Siamo in attesa di una convocazione da parte dell'assessorato provinciale al Lavoro in quanto l'accordo siglato in aprile circa i contratti di solidarietà, necessita una rivisitazione in quanto gli stipendi di marzo aprile e maggio, non sono stati erogati, con le problematiche che ne seguono per i dipendenti e per le famiglie – riprende Di Pardo - i problemi dell'azienda sono legati alla diminuzione di commesse, e ritardi di pagamenti da parte dei clienti,oltre al fatto che le banche hanno da tempo chiuso i rubinetti del credito un problema questo di carattere nazionale, che
sicuramente pesa nel momento in cui devi acquisire nuove commesse, e l'azienda deve anticipare i soldi per le forniture necessarie a realizzare la commessa.
Circa dieci giorni fa abbiamo tenuto un'assemblea con i lavoratori,e la situazione, come è immaginabile, è piuttosto pesante, i lavoratori pur rendendosi conto delle difficoltà in cui versa l'azienda, ci hanno fatto presente che i ritardi dei pagamenti stanno fortemente pesando sulle loro
famigli. Bisogna quindi che la Provincia convochi le parti al più presto”.
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