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Le occasioni che il Comune di Sulmona continua a non sfruttare |
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giovedì 23 febbraio 2012 |
SULMONA – L’amministrazione comunale sulmonese ha perso l’ennesima occasione per promuovere il turismo cittadino. Del resto, quest’amministrazione, da quando è stata eletta, non ne ha azzeccata una. Ed è cosa nota. Ci riferiamo qui ai Mondiali di Sci 2012, che si terranno a partire dal 29 febbraio prossimo a Roccaraso. Sulmona avrebbe avuto il diritto-dovere, naturale, come città d’area attigua, come centro più grande vicino alla manifestazione, di agganciarsi all’evento. Un diritto che magari le sarebbe stato confermato se qualche amministratore locale (l’assessore al Turismo?, il sindaco?) si fosse mosso a fare quanto necessario per esserci, e partecipare così a tutti gli avvenimenti promozionali.
Eventi che sono andati dalla presentazione ufficiale presso la sala d’onore del Coni di via Largo de Bosis a Roma (dove c’era mezza amministrazione comunale capitolina, compreso l’assessore al turismo e rappresentanti nazionali dello sport); passando per la presentazione a Strasburgo presso il parlamento dell’Ue dello scorso 15 febbraio (dove presenziavano parlamentari europei e rappresentanti internazionali di vari settori); fino alla benedizione ricevuta a Città del Vaticano in udienza pubblica il 22 febbraio scorso, direttamente da Papa Benedetto XVI.
E non è una questione di soldi, perché con poche migliaia di euro, almeno il nome della città sarebbe potuto esser presentato nelle varie vetrine di cui sopra. Tant’è che solo qualche albergatore sulmonese, uno, in privato, si è preoccupato di agganciarvisi, in qualche modo. Ma al Comune si chiede semplicemente di esercitare la sua rappresentanza, la normale amministrazione: di muoversi.
In quel di Strasburgo, Alessandro Amicone, presidente del Comitato organizzatore dei Mondiali di Sci e vicesindaco di Roccaraso, ebbe a pronunciare frasi chiare che sottolineavano “l’occasione unica (…) per rilanciare il nostro territorio dal punto di vista turistico e culturale. È l'inizio di una collaborazione che spero – disse ancora - possa contribuire ad un dialogo diretto tra i comuni degli Altopiani Maggiori e Bruxelles, soprattutto per incentivare e sostenere lo sviluppo del nostro comprensorio”. Ecco, Sulmona come al solito, non c’è quando si parla di sviluppo, e non ci prova nemmeno, forse perché non ha bisogno di rilancio del territorio, ma solo di lanciarlo, al vento, dalle finestre di Palazzo S. Francesco.
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