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Ospedale, i medici elencano le preoccupazioni sul presidio |
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venerdì 22 luglio 2011 |
SULMONA – “I medici di Sulmona sollecitano una maggior attenzione sulle condizioni del nostro ospedale da parte degli amministratori, dei politici e della cittadinanza tutta, ricordando che l’ospedale e’ una fonte di cura e di ricchezza per il cittadino che risiede nel territorio e soprattutto in questo territorio dove la spoliazione e la chiusura di varie fabbriche ha comportato un depauperamento di professionalità e di popolazione con uno scadimento generalizzato del livello sociale”.
I dottori Grimaldi, Gabrielli e Giannandrea, per conto della Anaao e della segreteria aziendale ASL Avezzano-Sulmona-L'Aquila tornano a lanciare un appello sull’ospedale sulmonese.
“Dopo la manifestazione pubblica del 19 aprile in difesa dell’ospedale di Sulmona – scrivono - che ha visto una ampia partecipazione della cittadinanza, sulle problematiche sanitarie della Valle Peligna è caduto l’oblio.
Il 14 luglio scorso, in una riunione a porte chiuse con pochi eletti, si è data dimostrazione di come la politica riesca a modellare a suo piacimento gli animi più ribelli. Infatti si è rinnovata la promessa da parte del presidente della Regione Chiodi della realizzazione di un nuovo ospedale, accompagnata dalla anticipazione del Direttore Generale della ASL Silveri della prossima stesura di un bando di gara per il reperimento di strutture private in grado di ospitare le unità operative esistenti del presidio ospedaliero di Sulmona.
Questo ha comportato la piena soddisfazione degli intervenuti, assenti i medici, circa gli interrogativi e le perplessità esistenti.
Il sindacato medico – spiegano - non può restare in silenzio dopo questi comportamenti, perché è evidente la costante, progressiva e scientifica riduzione dell’attività ospedaliera. Si ritiene opportuno allora segnalare le gravi difficoltà quotidiane che vivono gli operatori del presidio ospedaliero “destinato alla chiusura”.
Mancano interventi di manutenzione ordinaria, strutturale e strumentale, che limitano le quotidiane attività sanitarie. In particolare risulta che le ditte locali si rifiutano di offrire ulteriori prestazioni alla ASL a causa della mancata liquidazione del pregresso, con evidenti ripercussioni sull’economia locale e disservizi nella gestione sanitaria.
Progressivamente nel corso degli anni sono state sottratte risorse umane e professionali, mediche ed non, con gravi ripercussioni sul regolare funzionamento di vari servizi.
Mancano investimenti significativi su nuove apparecchiature sanitarie, con progressivo degrado della qualità delle prestazioni offerte.
Nulla è dato sapere sulle unità operative complesse, dotate di primario, che rimarranno nel presidio peligno, ma è forte il sospetto che nello scontro ciclopico tra L’Aquila ed Avezzano, sarà Sulmona ad essere penalizzata: di certo è inconcepibile un presidio privo di direttore sanitario, o servizi portanti come Laboratorio Analisi e Radiologia sprovvisti di primario”. Red.
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