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Continua la telenovela dal titolo : “Maldicenze”
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martedì 08 febbraio 2011
Riassunto delle puntate precedenti

• Lattanzio in un suo articolo su Zac7 fa nei miei confronti una generica quanto subdola affermazione, un tentativo di maldicenza del tipo di quelle che sa fare solo lui.
• In una mia lettera di risposta(allegata) gli contesto di aver scritto di cose di cui non aveva un minimo di conoscenza e sopratutto gli chiedo di chiarire cosa intendesse con l’affermazione di cui sopra .
• Questa mia lettera non viene pubblicata da Zac7 e quindi io mi ritengo in diritto di chiedere ospitalità al giornale on-line Rete5TV .
• Il direttore di Zac7 non solo non pubblica la mia replica ma firma un articolo nel quale denuncia un mio presunto comportamento scorretto (sic!), addirittura un atteggiamento offensivo e si esercita in una serie di domande che non hanno assolutamente nulla a che fare con l’oggetto della disputa, il tutto con l’evidente intento di cambiare discorso e di buttare un po’ di sospetto fritto misto.
• Gli rispondo con la lettera allegata che, con l’abituale correttezza, non è stata pubblicata e che quindi mi costringe ad abusare di nuovo di Rete5 e della pazienza dei suoi lettori.
Io però sono fiducioso. Sono fiducioso che le domande che pongo trovino risposte perché altrimenti la loro credibilità cadrebbe troppo in basso.
La via d’uscita è semplice: io rispondo alle loro domande e loro alle mie, come vogliono, dove vogliono, quando vogliono, con chi vogliono. .
Certo ci vuole una certa dose di coraggio e di maturità ma questo è il momento di dimostrare di averne. E se l’incontro ci sarà voglio anticipare una domanda che farò loro.
Ritiene il direttore di Zac .. che nei due articoli in discussione sia stata assicurata un’informazione: “qualificata e caratterizzata da obiettività, imparzialità, completezza … in modo tale che il cittadino possa essere messo in condizione di compiere sue valutazioni …. “ ? (sentenza della Corte Costituzionale).



La prima lettera a ZAC7

Ancora una volta il sig. Lattanzio, si è ben guardato dal verificare e riscontrare le informazioni (errate) che gli vengono fornite da persone interessate a dare versioni distorte dei fatti.
Ancora una volta , l’evidente e ripetuto pregiudizio che egli ha nei miei confronti ha vinto sul dovere di dare ai lettori informazioni corrette. Ma in questi casi l’unica a perderci è la correttezza e la dignità professionale, oltre che il superiore rispetto della verità.
Mi riferisco ad alcuni articoli (l’ultimo sul numero di ZAC7 del 15 gennaio scorso), che Lattanzio ha scritto a proposito della vicenda relativa al mutamento di destinazione d’uso di aree sottoposte alla giurisdizione del Consorzio per lo Sviluppo Industriale.
Dalla loro lettura emerge con evidenza che l’estensore dell’articolo: non ha letto nessuno dei verbali delle riunioni ufficiali svolte a tal riguardo; non conosce il testo del cosiddetto “emendamento”, preparato secondo lui da Verderosa (falso) e da Giuliante (falso); non conosce il testo finale che è stato portato all’esame del Consiglio Regionale che, al contrario di quello che il sig. Lattanzio dice, non solo non toglieva potere al Consorzio, ma lo potenziava fortemente.
È altresì evidente, che non si è informato sulle ragioni che hanno portato il Consiglio stesso a “suggerire” il ritiro dell’emendamento .
Insomma è chiaro che il sig. Lattanzio ha scritto di cose che non conosce, preferendo farsi megafono di altrui convinzioni e strumento della politica chiacchierata, contribuendo così a personalizzare e svilire il dibattito su un argomento serio, che avrebbe meritato un ben diverso taglio.
Ma è altrettanto evidente che a lui tutto questo non interessava. A lui interessava assumere la difesa del PdL contro il suo “nemico più pericoloso”, sottolineando che finalmente “lo ha capito anche il sindaco”. Il tutto, si badi bene, a seguito di un articolo scritto su rete5 redatto, secondo lui, sotto dettatura (ovviamente falso).
Il sig. Lattanzio si comporti pure come meglio ritiene, è un suo sacrosanto diritto, gli altri sapranno giudicare.
Però ora non può sfuggire ad un preciso obbligo: quello di rendere conto, a me ed ai lettori, della sua affermazione secondo la quale il sindaco mi combatte da anni “e non solo per questioni politiche “. Ha inteso così lanciare nel vuoto una ambigua affermazione volutamente generica, che dice e non dice, che lascia intendere tutto e niente, magari con il malcelato obiettivo di liberare interpretazioni preferibilmente subdole. Tutto questo non gli è consentito nel modo più assoluto (scorrettezza a parte).
Chiedo formalmente che Lattanzio dica con chiarezza quali sarebbero queste “altre questioni”. Pretendo che lo faccia anche se dubito che avrà il coraggio di farlo. Ma sappia che io lo pretenderò in tutti i modi e in tutte le sedi.
Sono d’accordo con lui :“ Mai sputare in aria… “.

Franco Iezzi


La seconda lettera a ZAC7


Stiamo ai fatti. Nel numero di Zac7 del 15 gennaio scorso, Claudio Lattanzio mi ha dedicato qualche “attenzione”, come sempre malevola . Ho ritenuto di contestargli , con una mia lettera , alcuni aspetti del suo articolo e soprattutto di darmi conto di una precisa, subdola affermazione in esso contenuta.
Nel numero successivo ho verificato che la mia lettera non era stata pubblicata e quindi mi sono sentito in diritto di difendermi chiedendo ospitalità ad un giornale on-line cittadino. La motivazione secondo la quale la pubblicazione della replica può avvenire nei due numeri successivi è semplicemente puerile (basta far riferimento a tutti gli altri precedenti).
“Il direttore di Zac7”, lungi dal darmi le risposte che chiedo, ha preferito definire il mio comportamento scorretto e le mie considerazioni un delirio offensivo, negando ai suoi lettori la possibilità di farsi una propria opinione sui fatti oggetto della diatriba.
Fin qui, nulla di eccezionale, normali polemiche , usuali schermaglie.
C’è però qualcosa di grave, di estremamente grave ed eticamente allarmante.
Il direttore di cui sopra non solo non ha risposto alle domande che gli venivano rivolte ma si è esibito in una raffica di domande che nulla, assolutamente nulla hanno a che fare con l’argomento di cui si discuteva. Esse sono ovviamente maliziose ed hanno l’obiettivo malcelato di deviare il discorso e lasciar intendere qualcosa di oscuro, lanciando sospetti secondo la tecnica per la quale: “ denigra, denigra..qualcosa rimarrà!”. Insomma una versione taroccata del cosiddetto “metodo Boffo”, in salsa casareccia.
Questo metodo però, per quanto spregevole, richiede comunque intelligenza, preparazione ed abilità, altrimenti si riduce ad un ben altro misero metodo, detto “ metodo Lattanzio”.
Che sia chiaro, non intendo lasciare il dubbio che ho evitato di rispondere alle domande postemi ( tutte o quasi nella mia veste di direttore del Consorzio Industriale, che proprio nulla ha che fare con l’originario articolo incriminato) . Non mi oppongo, come potrei , a passare da interrogante ad interrogato, anzi propongo al “direttore ….di Zac7” di farne oggetto di una specifica intervista sul suo giornale o meglio ancora, di un dibattito pubblico in qualche emittente disposta ad ospitarlo o dove lui preferisce.
A Lattanzio invece chiedo ancora una volta, e lo farò fin quando ho fiato , che si assuma le sue responsabilità (senza farsi difendere da altri). Mi dia la risposta che gli ho chiesto. E visto che ci sono, ne aggiungo un’altra.
Dato che lui lo sa, perché non rivela all’opinione pubblica il nome del “puparo di sempre”?
Lo so, chiedo troppo .
Il “metodo Lattanzio” crollerebbe e lui sarebbe seppellito da una valanga di risate.
Franco Iezzi



Ultimo aggiornamento ( martedì 08 febbraio 2011 )
 
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