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mercoledì 24 novembre 2010 |
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Non disturbiamo questa valle che sta morendo, in silenzio e al suo capezzale accompagnamola a morire, lasciamola morire in santa pace. Da quando ho intrapreso l’impegno per la risoluzione del problema viario S.S.5 e per il Comune Unico Subequano mi è stato sempre attribuito da alcuni un certo interesse personale, non ci si pùò immaginare che il mio impegno era solo indirizzato al bene della comunità subequana e che in cuor mio vi era il desiderio di far bene in maniera disinteressata.
Mi chiedo: è mai possibile che se un cittadino si adopera, si impegna, si prodiga, quel cittadino fa inevitabilmente parte di quella schiera di persone che nulla fa per niente? Quindi mi viene da pensare: se questa è la società che cosa ci sto a fare, sono un intruso che sa solo dare fastidio e probabilmente non sono accettato dalla stessa. Ho principi ben saldi, la mia visione delle cose è aperta a 360°, le mie idee e scelte sono coerenti con i miei progetti di vita da perseguire fino in fondo. Solo se sai chi sei e dove vuoi arrivare puoi goderti la vita, festeggiando ogni piccolo successo e andare sempre avanti. Solo con la coerenza si possono mantenere la stessa idea e comportamento, le idee possono cambiare se portano buoni frutti, ma se dimostrano solo pochezza di spirito e nascondono interessi personali, tutto ciò non è etico ma amorale. La maschera, che sembra coprirci e proteggerci, non fa altro che distorcere la nostra identità; non porto maschere e mi piace rimanere così come sono, libero di pensare, libero di agire, libero di fare, rivendicherò sempre la mia indipendenza MORALE! Ma ogni cosa ha un limite, su di me in questi anni si sono fatte delle illazioni, sia dal mondo politico che dai cittadini, sono sempre sotto pressione, molte sono le minacce e molte le accuse. Può un cittadino resistere a questi attacchi vergognosi ed infami, può un cittadino con capacità e voglia di fare per il bene comune resistere a tanta infamia e al fango che gli viene buttato addosso, credo di no. Sono orgoglioso di tutto quello che ho fatto ma non più disponibile ad occuparmi del problema viario della S.S.5 e del C.U.S. “ Eduardo Hughes Galeano “, ha detto: "L'utopia è come l'orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L'orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l'utopia? A questo: serve per continuare a camminare.". E siccome sono stanco di camminare mi fermo qui. Berardino Musti >
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