CASTEL DI SANGRO - Questo è sicuramente uno dei più bei ricordi calcistici,
la promozione del Castel di Sangro in Serie B. E chi poteva pensare che i cugini sangrini potessero arrivare così in alto ?
L'entrata nella storia calcistica italiana del Castel di Sangro avvenne alle 19.37 di sabato 22 giugno 1996 allo stadio Zaccheria di Foggia , quando Pietro Spinosa , dodicesimo del Castel di Sangro che non aveva giocato nemmeno un minuto in campionato, riuscì a deviare sopra la traversa il rigore battuto da Milana, consegnando alla sua squadra la vittoria nello spareggio con l'Ascoli e l'accesso nella serie cadetta. Ad inizio di stagione nessuno avrebbe scommesso una lira sulla squadra di Mister Jaconi, Fu l'apoteosi, il trionfo del calcio di provincia, genuino, oculato dal punto di vista della gestione, tutte cose che portarono il Castel di Sangro, nel giro di 12 anni, quando si chiamava Polisportiva CEP e giocava in seconda categoria, alla serie B. Un trionfo, una scalata di categorie, a firma innanzitutto del presidente Gabriele Gravina, saldamente alla guida della squadra, e dell'allenatore delle ultime due promozioni della squadra, (l'anno precedente ad Ascoli, il Castel di Sangro, battendo il Fano ottenne l'accesso alla serie C1; anche quella partita fu risolta ai calci di rigore) l'imprevedibile Osvaldo Jaconi capace di risolvere le due partite decisive per la promozione in serie B con due azzardate mosse, due jaconate, come oramai si dice a Castel di Sangro, la prima nel corso della gara d'apertura dei play off con il Gualdo Tadino quando inserì in pieno recupero il difensore D'Angelo, che segnò il gol della vittoria pochi secondi dopo, e la seconda come già detto, poco prima dei rigori nel corso della finalissima con l'Ascoli, con l'inserimento a sorpresa del secondo portiere, Spinosa, sostituzione che ha lasciato perplessi gli spettatori e soprattutto scontentato il portiere titolare De Juliis.
Ma il campo gli dette ragione per l'ennesima volta. Il Castel di Sangro andò in serie B dove trovò squadre del rango di Torino, Bari, Perugia, Palermo, Genoa ed altre che hanno fatto la storia del calcio italiano. La cittadina, con i suoi 5.500 abitanti, era la più piccola fra quelle partecipanti alla serie cadetta, preceduta da Empoli che ha 40.000 abitanti. Era anche quella situata ad una maggiore altezza, fra tutte le città che avevano squadre in serie B (almeno allora): 800 s.l.m..
La cronaca della partita ASCOLI- CASTEL DI SANGRO 5-6 (dopo i calci di rigore) ASCOLI: Bacchin, Mancini (Rossi dal 7° p.t.s.), Savio (Zaini dall'8° s.t.), Milana, Fontana, Furlanetto, Fiorentini, Bugiardini, Damiani (Minuti dal 19° s.t.), Menolascina, Mirabelli.(12 Cerretti, 14 Mobili). All. Nicolini CASTEL DI SANGRO: De Iuliis (Spinosa dal 14° s.t.s.), Fusco, Prete, Alberti, Cei, Altamura, Martino (De Amicis dal 7° p.t.s.), Bonomi, Galli, Michelini, Verolino (Albieri dal 12° s.t.).(14 D'Angelo, 16 De Simone). All. Jaconi ARBITRO: Sirotti di Forlì NOTE: 6000 spettatori circa, di cui oltre 2000 abruzzesi, per un incasso di intorno ai 100 milioni. AMMONITI: Altamura, Albieri, Michelini, Bonomi, Savio, Mirabelli. ANGOLI: 5-1 per il Castel di Sangro SEQUENZA DEI RIGORI: Albieri (CdS) gol, Fiorentini (A) gol, Bonomi (CdS) traversa, Menolascina (A) gol, Alberti (CdS) gol, Rossi (A) gol, Prete (CdS) gol, Mirabelli (A) fuori, Michelini (CdS) gol, Minuti (A) gol, De Amicis (CdS) gol, Furlanetto (A) gol, Fusco (CdS) gol, Milana (A) parato.
Il Castel di Sangro è apparso più dinamico rispetto all'Ascoli, ha cercato di più la vittoria. Ha saputo sfruttare meglio le fasce laterali, grazie alle incursioni di Bonomi, Martino e Prete, ha macinato gioco grazie al faro del centrocampo Alberti, anche se la sua supremazia non si è concretizzata in gol. Da parte dell'Ascoli c'è stato gioco di rimessa affidato più che altro al suo bomber, Mirabelli. Successivamente Nicolini, ha cercato di cambiare tattica inserendo Zaini e Minuti, per dare più forza al centrocampo, dominato dal Castel di Sangro, e per dare più incisività all'attacco. Ma i cambi non hanno sortito effetto, perchè il Castel di Sangro non ha sbagliato nulla fino ai rigori. Che vengono calciati sotto la curva dei tifosi giallorossi, è questo sembra essere di buon auspicio, poichè anche l'anno scorso ad Ascoli, nello spareggio vincente con il Fano, i rigori furono calciati sotto la tribuna che ospitava i tifosi giallorossi. Il primo rigore è calciato da Albieri, ed è rete. Poi tocca all'Ascoli che realizza con Fiorentini. Di nuovo al Castel di Sangro con Bonomi che manda il pallone ad incocciare sulla traversa: i tifosi sangrini ammutoliscono, mentre cresce il coro di quelli ascolani. In rapida successione Menolascina per l'Ascoli, Alberti per il Castel di Sangro, Rossi di nuovo per l'Ascoli e Prete per il Castel di Sangro realizzano i rigori. Siamo sul 3-3, e di scena sul dischetto è Mirabelli il bomber ascolano capocannoniere del campionato. Calcia di sinistro, rasoterra, con la palla che va fuori. Riprende forza il tifo giallorosso. Di nuovo tocca al Castel di Sangro, ed è Michelini che realizza, imitato dall' ascolano Minuti. Siamo sul 4-4 dopo i primi 10 rigori, si va a quelli ad oltranza. Inizia De Amicis per il Castel di Sangro che realizza; subito dopo è di scena Furlanetto, per l'Ascoli, che segna anche se Spinosa riesce a toccare il pallone che gli piega le mani. E' un assaggio di quello che farà dopo. Batte il rigore da Fusco che trasforma. Il 14° rigore tocca a Milana, che calcia di destro, vedendosi deviato il pallone da Spinosa sopra la traversa.
Il miracolo si realizza.
Nello stesso istante la cittadina di Castel di Sangro esplose letteralmente. Iniziarono i festeggiamenti con i tifosi, rimasti a casa a trepidare davanti alle radio o agli schermi di TelePiù, che si riversarono nelle strade ed in Piazza Plebiscito (la piazza principale). Auto con clacson spiegati che facevano il giro città decine di volte, cori spontanei, sciarpe, bandiere giallorosse, l'entusiasmo era alle stelle. Io andai a Castel di Sangro la sera: ricordo una fila impressionante di macchine sulla statale 17 che aspettavano di entrare nel paese che era diventato una Woodstock calcistica !. In giro si incontravano persone provenienti da Sulmona, Roccaraso, Rivisondoli, Ateleta, Pescocostanzo, Alfedena, Palena, Scontrone, Rionero Sannitico, San Pietro Avellana ed altre città del circondario. Praticamente il Centro Abruzzo e l'alto Molise quella magica sera si unirono idealmente all'Alto Sangro, in un solo grido: SERIE B.
che invece, dopo aver conteso al Lecce il primo posto, concluse la stagione al secondo posto, accedendo ai play-off, dove battè prima il Gualdo Tadino e poi l'Ascoli. di seamus by SMPE
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