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Presidio per i Centri diurni per disabili, in 600 dicono no alle rette a carico delle famiglie
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lunedì 08 marzo 2010
SULMONA - In più di seicento si oppongono alla delibera regionale numero 78 del 2009, con cui la Regione riversa sulle famiglie il carico delle rette mensili delle residenze per disabili.
Così stamattina, parenti e genitori di persone diversamente abili (una cinquantina di persone in tutto) si sono dati appuntamento davanti la sede del Tribunale per i diritti del malato, sul piazzale dell’ospedale, per una manifestazione di protesta e per una petizione, che ha già superato le seicento adesioni.
A capo dell’iniziativa, oltre al Tdm e CittadinanzAttiva, le cinque associazioni che si battono per la tutela dei diritti dei disabili e delle loro famiglie: Anfas, Unitalsi, Percorsi, Il futuro e Aias.
“Di fatto la delibera non è illegittima – ha detto l’avvocato dell’associazione Catia Puglielli – ma è in palese contrasto con il diritto alla salute e all’assistenza garantiti dalla Costituzione. Attualmente la delibera non è stata ancora applicata, perché va recepita dai singoli comuni. Faremo il possibile, però, per bloccare l’iter”.
“La gente sente molto il problema - ha detto Edoardo Facchini, responsabile del Tdm – e noi andremo in Regione per chiedere garanzie precise e ci appelleremo alla politica per cambiare le cose. La nostra è una manifestazione territoriale, che però sarà ampliata al resto della regione.
Le firme – continua – saranno inviate a giorni alla Regione, con una lettera in cui attestiamo la loro veridicità, al di là dei documenti e dell’autenticazione notarile”.
Intanto, mercoledì alle 9.30 l’associazione sarà ricevuta dal direttore generale Asl.
Rischiano quindi la chiusura le tre strutture diurne cittadine, che si occupano di assistenza ai disabili. La mancata erogazione dei fondi regionali, infatti, obbliga le strutture a chiedere alle famiglie degli assistiti una retta giornaliera che oscilla dai 20 ai 43 euro al giorno (dai 600 ai 1.300 euro al mese), in base al reddito dichiarato.
Delle tre strutture interessate dai tagli regionali, una sola è convenzionata con la Asl (il centro di San Francesco, che ospita 25 disabili).
“Se il centro chiuderà per mia figlia sarà la fine – spiega Daniela Giancola, mamma di una ragazza 26enne che frequenta la struttura da anni – in casa questi ragazzi si annoiano, non hanno la possibilità di socializzare e di aiutarsi a vicenda. La domenica mia figlia piange perché non può frequentare il centro che è chiuso. Ora, oltre alla preoccupazione fissa per l’assistenza ai nostri figli quando noi non ci saremo più, si aggiunge quella per le rette, che in molti non potremo permetterci”.
“Non ci arrendiamo però - aggiunge Lucia Lanciani dell’associazione Il futuro – la politica deve unirsi e risolvere questo che per ora è un problema, ma che potrebbe presto diventare un dramma”. Federica Pantano
Commenti
fradigi   |89.97.124.xxx |09-03-2010 12:39:08
E NO CARO POMPEO, E VERO CHE NON E' PIU' TEMPO DI PASTI GRATIS MA IL BUCO FINANZIARIO DELLA SANITA' PUBBLICA E' DOVUTO ALLA MALA GESTIONE DEI DENARI USCITI SOTTOFORMA DI TASSE DALLE MIE, DALLE TUE E
DALLE NOSTRE TASCHE (VEDI I VARI SCANDALI CHE CINVOLGONO APPUNTO LA SANITA' PUBBLICA).
LE ALTERNATIVWE SONO 2:
1) GLI ENTI LOCALI DOVREBBERO FARSI RESTITUIRE TUTTO IL MALTOLTO.
2) TRASPARENZA DELLA
DISTRIBUZIONE DEI SOLDI PUBBLICI. ED I TAGLI NON DOVREBBERO MAI COINVOLGERE LE CLASSI PIU' DISAGIATE.
Pompeo  - Tagli alla sanità   |Registered |09-03-2010 11:04:36
Amici, guardiamoci bene negli occhi e riconosciamo la realtà dei fatti: la Regione taglia i servizi perché il buco finanziario è molto grande. Se vogliamo una sanità più efficiente non c'è alternativa
all'aumento delle tasse. Siamo disponibili ad una maggiore contribuzione oppure riteniamo che ci possano ancora essere pasti gratis per tutti?
Freccia  - E' VERO   |Registered |08-03-2010 14:42:11
Ecco, questi sono problemi di cui in politica non si parla quasi mai e che puntualmente vengono presi nel giusto conto (si fa per dire) solo in periodo elettorale. Poi tutti dimenticano, tutti fanno
finta di non sapere o vedere, tutti tornano ai loro affari.....Queste sono le vere ipocrisie, le più vergognose, le più squallide, di cui non bisogna più fidarsi, cominciando a dare segnali forti - di
democratica ma decisa protesta - a chi gestisce e governa le istituzioni e non muove dito su questi drammi.
scrocchignolo   |Registered |08-03-2010 14:36:58
E' una vergogna!!!.. ma adesso i nostri politici sono impegnati a raccogliere voti.. non distraeteli con le cose serie
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