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sabato 25 aprile 2009 |
Cari amici, passato il primo momento di paura e di dolore per il sisma che ha colpito L’Aquila e tutti noi abruzzesi, abbiamo adesso il diritto ed anzi il dovere di rialzare la testa, darci una mossa, dimostrare che riprendersi dalle conseguenze del terremoto, anche le più penose, è possibile.
Scrivo e dico questo riflettendo su dati, circolati fin dai primi giorni del sisma, che segnano già come persa la prossima stagione estiva in Abruzzo, sia ai monti che al mare. Eppure ad un’attenta e circostanziata osservazione non sfuggirà che - grazie a Dio o per clemenza di Madre Natura - non tutto l’Abruzzo è in panne. Siamo tutti commossi e addolorati per i lutti, le pene e le sofferenze terribili che il terremoto ha inflitto ai nostri concittadini aquilani e a tante famiglie private in pochi attimi degli affetti più cari e di beni fondamentali, come la casa.
Ma non possiamo fermarci. La vita deve riprendere il suo corso e tante zone dell’Abruzzo, a cominciare proprio dalla nostra, sono in grado di offrire ospitalità al turismo, come negli anni scorsi. Dobbiamo cogliere questa occasione triste per rimboccarci le maniche, ognuno per la propria parte di competenza, di interesse, di attitudine, perché questa nostra terra riprenda la sua marcia e non finisca per penalizzare ancor di più sé stessa. La loro parte dovranno fare di certo anche le istituzioni, perché l’Abruzzo non sia condannato ad una lenta agonia e poco a poco rinasca a nuova vita.
Questo è il messaggio, puro e semplice ma spero non banale, che vorrei fosse trasmesso anche attraverso l’informazione quotidiana di siti e blog abruzzesi.
Spero che questo semplice ma sentito appello sia accolto con favore e sia oggetto di attenzione, di riflessione, di discussione, soprattutto da parte dei numerosi operatori del turismo e da quanti nutrono vera premura e vero affetto per questo nostro Centro Abruzzo, già abbastanza oppresso e travagliato da seri problemi economici.
Cordialmente Giuseppe Fuggetta.
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