E' sempre pericoloso camminare sulle rovine ancora fresche. Specialmente quando un terremoto ha scosso corpi inanimati e animati, trasformando i secondi nei primi. Si potrebbe infatti crollare nel cinismo, precipitare nello squallore di chi fa i conti per vedere come si vive dopo la tragedia. Se la vita va avanti, pure la politica non sta certo ferma. Tra due mesi si vota per il parlamento europeo e le amministrazioni locali. Per ora il referendum elettorale può starsene nell'angolo, anche se già punge il Pdl. Però la questione è un'altra e può influire l'accordo o il disaccordo del Pdl proprio sul referendum.
Il terremoto ha sconquassato anche la politica perché ha improvvisamente messo Berlusconi al centro dell'attenzione - il suo luogo naturale. Non si parlava di governo, istituzioni, partito. Era Berlusconi a parlare e gli altri a fargli eco. Dopo il terremoto la politica è solo Berlusconi. E' un uomo, un capo, un comunicatore, sicuramente una presenza continua che si è mostrata sempre ad occhi e a telecamere. Non è stato il Berlusconi fiammeggiante che attaccava a testa bassa la masnada comunista telefonando in diretta televisiva. Non è stato neppure il Berlusconi al comizio che arringa le folle. E' stato un ennesimo, nuovo Berlusconi, questa volta in versione umana, compassionevole, quasi silenziosa. E' il Berlusconi che non t'aspetti. Naturalmente l'effetto politico è stato dirompente.
Insomma il terremoto ha fatto crollare l'anti-berlusconismo. Oggi è impossibile attaccare Berlusconi solo perché è Berlusconi. E' finita per tutti gli sciacalli ideologici che scagliavano frecce contro qualunque parola pronunciata dal premier. Comici, satiri, scrittori, giornalisti, tutte le squadre speciali anti-Berlusconi adesso sono smobilitate. Altro che conflitto d'interessi. E' davanti agli occhi di tutti la situazione tragica del potere pubblico in Italia, delle sue sordide connivenze affaristiche e della sua agghiacciante spregiudicatezza nello svendere vite umane in cambio di un appalto. Ecco allora che persino le menti più tenacemente ottuse non possono non riconoscere che Berlusconi non è il male assoluto.
Infatti Berlusconi si è rivelato soprattutto un uomo in carne ed ossa. Non c'è niente di peggio che scoprire l'umanità del proprio nemico, perché a quel punto, quando l'uomo riscopre se stesso, è impossibile volere la distruzione del nemico, perché il nemico non è altro che egli stesso. Con questi presupposti è difficile immaginarsi una campagna elettorale guerreggiata a colpi bassi e all'ultimo sangue. Sarà una campagna molto, molto silenziosa, in cui l'Europa sarà, purtroppo, un'idea politica priva di una rappresentazione concreta. Invece le amministrazioni locali saranno molto più sentite come vicine agli elettori. Forse davanti alla scheda elettorale ciascuno voterà ascoltando la voce del cuore piuttosto che le spiegazioni della ragione. Ma in molti il cuore batterà per quello che sta succedendo, e succederà, in Abruzzo, perché è lì che si vince, o si perde, la battaglia per la vita, di tutti. Berlusconi l'ha capito.
Gabriele Cazzulini
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