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Intervista ad Antonio Carrara
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martedì 09 dicembre 2008
Antonio Carrara 47 anni Nato a Pettorano Sul Gizio Residente a Pettorano Sul Gizio Sposato con Nadia Due Figli: Giuseppe (15 anni) e Francesco (11 anni) Laureato in Sociologia Lavora a Castel di Sangro presso il Centro per l'Impiego della Provincia dell'Aquila E' Presidente della Comunità Montana Peligna dal marzo 1999. Eletto nell'assemblea regionale del Partito Democratico nelle primarie del 14 ottobre 2007. E' stato indicato da 2530 cittadini come candidato unico del Partito Democratico alle elezioni regionali per l'ambito territoriale che ricomprende la Valle Subequana, Sulmona e la Valle Peligna, la valle del Sagittario e l'Alto Sangro, nelle elezioni primarie che si sono svolte il 19 ottobre.


1) NEL CASO DI UNA SUA ELEZIONE A CONSIGLIERE, QUALI SONO LE MANOVRE PRIMARIE CHE INTENDE INTRAPRENDERE?
Sostegno al reddito e occupazione sono le priorità della fase di crisi che stiamo vivendo. C’è una difficoltà generale alla quale, nel nostro territorio, si aggiunge la crisi industriale già in atto che ha espulso centinaia di lavoratori dal processo produttivo. Per questo è prioritario indirizzare le risorse del Fondo sociale europeo in misure a sostegno del reddito dei lavoratori in cassa integrazione e in mobilità e in interventi che agevolino nuova occupazione. La crisi finanziaria internazionale, inoltre, richiede che siano adottati interventi che sostengano il ricorso al credito da parte delle piccole e medie imprese che rischiano di rimanere schiacciate dalla inevitabile stretta creditizia che colpisce soprattutto i piccoli imprenditori, gli artigiani, i commercianti. Sono misure che la Regione può adottare e deve adottare per evitare un ulteriore aggravarsi della crisi economica. I cittadini abruzzesi pagano centinaia di euro in addizionali irpef e irap che sono state introdotte per il ripiano dei debiti nella sanità. Bisogna introdurre forme di esenzione per territori in difficoltà come il nostro e per le categorie sociali più deboli, chiedendo al governo un intervento, un aiuto specifico, per il piano di rientro dai debiti. Quello che è stato fatto per la città di Roma e per Catania, alle quali sono stati assegnati rispettivamente 500 e 140 milioni di euro, a maggior ragione si può fare per una Regione.
Infine, nel nostro territorio c’è una pressante richiesta, pressoché generalizzata, di rivedere gli studi di settore adeguandoli alla situazione specifica del territorio: è un altro intervento che va fatto con urgenza.

2) NELLA VALLE PELIGNA LA MANCANZA DI LAVORO È DIVENUTA UNA PIAGA SOCIALE: COME PENSA DI POTER RILANCIARE IL TERRITORIO IN QUESTO SETTORE?

Sento e leggo, anche in questi giorni, di improbabili analisi sul nostro territorio e soprattutto del suo destino industriale. L’industria sul nostro territorio ha avuto una valore enorme e può e deve continuare ad averlo, su questo non ho dubbi. Così come non ho dubbi che un territorio non si può reggere solo su un settore. Noi abbiamo settori che abbiamo troppo abbandonato come l’agricoltura e la zootecnia che invece possono avere un ruolo nell’economia complessiva del territorio, soprattutto se legati al turismo enogastronomico. Un’agricoltura per alcuni versi di nicchia e prodotti di qualità possono dare un grande valore aggiunto e svolgere quella funzione di integrazione necessaria con altri settori. Abbiamo settori come il turismo e l’ambiente che devono essere esplorati e valorizzati più di quanto siamo riusciti a fare in questi anni. Abbiamo proposto negli ultimi anni la costituzione di un sistema turistico locale insieme all’Alto Sangro, credo che quella proposta vada riportata in Regione per ottenerne il riconoscimento. Nel campo dei servizi alla persona abbiamo molte falle da coprire, è questo un settore che può agevolare la vita di tanti nostri concittadini e offrire possibilità occupazionali.
Nel settore industriale abbiamo un punto di forza certo nello stabilimento della Magneti Marelli, che in questo momento vive qualche difficoltà legata ai problemi generali dell’economia, dobbiamo, come provincia dell’Aquila collegarci al progetto di campus per la ricerca e formazione sull’auto che è stato elaborato in provincia di Chieti e che nella nostra provincia può coinvolgere anche altre aziende come la Fiamm e la Micron che ha indirizzato alcune produzioni proprio sull’auto.
Con il precedente governo è stato sottoscritto un protocollo d’intesa per arrivare alla sottoscrizione di un accordo di programma per la Valle Peligna io credo che in quella opportunità dobbiamo crederci e cercare di allargare le possibilità di agevolare gli investimenti anche in altri settori. Non dobbiamo rinunciare per esempio alla proposta di insediare nella Valle Peligna un centro per la logistica nel settore farmaceutico.


3) LA SPESA PUBBLICA È IN LINEA CON LE MANOVRE DEL GOVERNO? SE NON LO È, QUALI SONO SECONDO LEI QUELLE PIÙ IDONEE PER IL NOSTRO TERRITORIO?
Il governo sta producendo tagli indiscriminati della spesa pubblica che personalmente non condivido. Tagli alla scuola, tagli agli enti locali, tagli sugli investimenti per infrastrutture che ci riguardano direttamente come la linea ferroviaria Pescara Roma., tagli al fondo nazionale per le politiche sociali. L’eliminazione degli sprechi e la razionalizzazione della spesa non si fa con tagli indiscriminati ma individuando puntualmente gli sprechi e le spese da razionalizzare. I tagli indiscriminati come al solito penalizzano i più deboli, i più seri nella gestione e favoriscono i furbi.
La crisi internazionale sta dimostrando che l’economia si sostiene con più spesa pubblica e non meno spesa.

4) MOLTE INFRASTRUTTURE DELLA VALLE PELIGNA RISCHIANO L’ABBANDONO: OSPEDALE, SCUOLE ACCORPATE, CASERME, ECC…. COSA PENSA DI FARE DAL PALAZZO DEL CONSIGLIO REGIONALE PER EVITARE ULTERIORI TAGLI?
Noi dobbiamo affermare con forza le specificità di un territorio, che è molto ampio e quasi tutto montano. Se non partiamo da qui sembra che ogni battaglia abbia il semplice sapore del campanilismo. Si possono fare interventi di razionalizzazione ma non si può lasciare un territorio senza servizi. Il Progetto del governo sulla scuola porterebbe quasi tutti i comuni a non avere più la scuola: è immaginabile un’idea del genere? La Regione si deve opporre a questa idea con forza, e se sarò eletto, per parte mia, lo farò con tutte le energie possibili. Così sugli ospedali. Gli ospedali di Sulmona e Castel di Sangro servono territori montani molto vasti, non è immaginabile anche qui che queste strutture vengano fortemente ridimensionate ragionando solo sulla base di parametri numerici ed economici. Il diritto alla salute, come quello all’istruzione sono diritti costituzionali che devono essere garantiti con eguali opportunità a tutti i cittadini.
Sulle caserme il ragionamento è leggermente diverso, anche qui, però non è possibile che sul territorio ci lascino le servitù come il deposito militare di San Cosimo e vadano via i Militari. Sulla caserma esiste una proposta elaborata dalla precedente amministrazione comunale, che aveva ricevuto l’assenso dei vertici militari, che deve essere ripresa e portata avanti con forza.

5) COSA NE PENSA DEI PROGETTI DEFINITI DA ALCUNI “DI IMPATTO AMBIENTALE” CHE SI VORREBBERO REALIZZARE SUL TERRITORIO PELIGNO?
Abbiamo assistito negli ultimi tempi ad una serie di proposte che riguardano il nostro territorio che hanno tutte una caratteristica comune: forte impatto sul territorio, pericolo per la salute dei cittadini. Non credo sia un caso che si siano concentrate sul nostro territorio tutte insieme. In molti pensano di approfittare della situazione di difficoltà che viviamo dal punto di vista occupazionale, ma questo significa trattarci come i Paesi del terzo mondo e prenderci per fame. Anche in un momento di difficoltà dobbiamo avere la dignità e l’orgoglio di affrontare la questione nell’interesse generale dei cittadini e del territorio.
Esiste un ampio movimento che si oppone a quei progetti, migliaia di cittadini hanno sottoscritto le petizioni, alcuni consigli comunali dei paesi vicini si sono pronunciati, il consiglio provinciale ha approvato un ordine del giorno, tutti i candidati sindaci, alcuni mesi fa, si erano assunti l’impegno a opporsi agli interventi. Assistiamo ad un pericoloso ritardo nell’affrontare la questione da parte dell’amministrazione comunale di Sulmona che addirittura non convoca il consiglio comunale richiesto dai consiglieri di opposizione da oltre 2 mesi. Il consiglio deve essere convocato rispettando la richiesta di ordine del giorno dei consiglieri di opposizione, così come prevede la legge, altrimenti siamo di fronte ad una grave omissione.

6) IN DUE PAROLE: QUAL È IL SUO PROGETTO POLITICO PER RILANCIARE SULMONA?
Rispondendo alle altre domande credo di aver offerto alcuni elementi essenziali. Volendo riassumere, credo che nei prossimi cinque anni la Regione Abruzzo debba prevedere un’agenda per lo sviluppo del Centro Abruzzo che potrebbe avere la forma di un accordo di programma quadro nel quale far confluire le linee guida degli interventi da realizzare nei prossimi 5 anni con l’obiettivo di invertire la tendenza in atto.
I gravi problemi del nostro territorio non sono mai stati affrontati con una visione organica e di lungo periodo da parte dell’Ente Regione. La gravità della situazione lo richiede. Nonostante le difficoltà, il territorio è in grado di attivarsi, esprime proposte e progetti, sia di parte pubblica che privata, bisogna indirizzare e sostenere questa voglia di fare dal basso con la possibilità di mettere a disposizione risorse e opportunità per il territorio. Abbiamo esempi anche recenti, come nel caso del PIT, che quando le azioni sono incanalate in una programmazione più generale e si trova il modo di concertarle a livello locale, i progetti “escono” e vengono realizzati con una buona efficienza.


7) INFINE, PERCHÉ GLI ELETTORI DOVREBBERO VOTARLA?
Perché mi impegno a fare le cose che ho detto; perché sono il solo candidato del territorio che è stato selezionato in una elezione primaria; perché la mia candidatura non è stata decisa a Roma, né a L’Aquila, né a Pescara; perché 2500 cittadini del territorio mi hanno già scelto come candidato; perché la mia presenza in consiglio regionale darebbe concretezza ad una diffusa esigenza di rinnovamento; perché non cambio schieramento o partito ad ogni elezione; perché non sono candidato in quanto figlio di qualcuno; perché non sono uscito dal cappello all’ultimo momento; perché la mia esperienza di amministratore locale mi mette nella condizione di affrontare il ruolo di consigliere regionale con cognizione di causa; perché il Partito democratico ha scelto coraggiosamente di avere un solo candidato sul territorio; perché Sulmona e il suo comprensorio non hanno avuto rappresentanza in consiglio regionale e questa volta possono averla votando Partito democratico e scegliendo Antonio Carrara.



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