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Intervista ad Ernesto Paolo Alba
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venerdì 05 dicembre 2008
ERNESTO PAOLO ALBA HA 50 ANNI ED E’ IMPRENDITORE. SPOSATO, HA DUE FIGLI E VIVE A PESCASSEROLI

1) Nel caso di una sua elezione a consigliere, quali sono le manovre primarie che intende intraprendere?
La provincia dell’Aquila ha necessità di rappresentanti che non restino inermi dinanzi ai “saccheggiatori” delle nostre risorse. In questo senso c’è da parte mia, una forte volontà di rappresentare nel Consiglio Regionale, le zone interne e montane dell’Abruzzo. Bisogna dare più stabilità e più fiducia alla filiera produttiva del turismo, vero volano di tutta la nostra economia senza dimenticare politiche capaci di valorizzare la genuinità delle produzioni tipiche agricole e manufatturiere, l’ esclusività dell’artigianato e del commercio, la specialità del comparto industriale, i laboratori di ricerca e di sviluppo, le reti di cultura e di istruzione. C’è l’obbligo di valorizzare la nostra offerta turistica che va dal prodotto ambientale a quello della neve, da quello termale a quello religioso e storico-artistico. All’Abruzzo interno vanno poi date le necessarie infrastrutture, una migliore viabilità locale e collegamenti nazionali su ferro e gomma. Tutto ciò, deve essere una priorità per il prossimo Consiglio regionale.


2) Nella Valle Peligna il lavoro e’ una piaga sociale: come pensa di poter rilanciare il territorio in questo settore?
A Sulmona la disoccupazione sfiora il 30%. In questa situazione solo un piano strategico che punti alla riconversione dei siti industriali abbandonati in fonte di lavoro che tenga presente le vocazioni del territorio potrebbe dare risultati concreti. Proprio il settore turistico, ad esempio, nella Valle Peligna stenta a decollare, forse perché manca una condivisione di intenti su come sfruttare il grande patrimonio artistico della città e dell’intera valle.


3) Relativamente alla spesa pubblica e’ in linea con le manovre del governo? Se non lo e’ quali sono secondo lei, le piu’ idonee per il nostro territorio?
Il momento di crisi planetario che stiamo vivendo non aiuta certo territori già economicamente deboli come i nostri. Il taglio di risorse è comunque impensabile visto che già adesso sono molto esigue. L’abbattimento dei costi della politica sempre annunciato dai precedenti governi regionali e mai attuato, potrebbe essere una via da perseguire: ridurre gli sprechi, razionalizzare al meglio le spese e ridimensionare i profitti di quanti lucrano sulle difficoltà dei cittadini.



4) Molte infrastrutture della Valle Peligna rischiano l’abbandono: caserme, ospedale, scuole accorpate. Cosa pensa di fare dal palazzo del consiglio regionale per evitare tali ulteriori tagli?

Le espoliazioni sia nella Valle Peligna che nell’Alto Sangro vanno contrastate. Avere un rappresentante del territorio in consiglio regionale è quindi, molto importante. Un rappresentante che metta in campo una politica indirizzata a recuperare uno squilibrio che rappresenta un problema strutturale della nostra regione. A livello regionale, c’è un deficit delle nostre zone e di rappresentanza e di servizi. Bisogna recuperare.


5) Cosa ne pensa dei progetti definiti da alcuni “di impatto ambientale” che si vorrebbero realizzare sul territorio peligno?

Bisogna uscire dalla logica opprimente dell’aut aut che o c’è la fabbrica con tutti i suoi veleni o c’è una salubrità mentale assediata dalla disoccupazione. Investendo sulle tecnologie e rispettando la normativa già esistente si possono mettere in campo progetti e programmi che non danneggiano l’ambiente e sono una manna per l’occupazione. Certo, bisognerebbe avere il coraggio di stabilire una volta per tutte che le produzioni industriali con lavorazioni a base di sostanze chimiche andrebbero messe al bando nella nostra area e, pertanto assumere leggi che sanciscano definitivamente e i modo inequivocabile questa volontà.


6) In due parole: qual’e’ il suo progetto politico per rilanciare in toto Sulmona?
Un progetto economico e culturale: risolvere i problemi del territorio a partire dalla disoccupazione e poi, metter fine ai tagli e portare invece, finanziamenti e investimenti, sfuttando non solo i canali regionali, ma attingendo risorse da serbatoi di finanziamenti interregionali, nazionali ed europei.


7) Perché si è candidato in un partito come il Movimento per le Autonomie?

L’MPA in Abruzzo, ha una connotazione politica volta ad affrontare i problemi delle aree meno forti e più svantaggiate della regione come la Valle Peligna e l’Alto Sangro. Deve farsi portavoce di quegli elettori che oggi, soprattutto nelle nostre aree, hanno perso completamente la fiducia nella politica. Il mio invito è quello di impegnarsi e partecipare attivamente alla vita pubblica con grande senso civico e amore per la propria terra, sapendo ascoltare le esigenze di tutti e, soprattutto, dare voce alla competenza e non all’arroganza e la presunzione di pochi. Sono convinto che non ci può essere libertà senza autonomia e, di conseguenza non vi è autonomia senza libertà. Ecco il motivo della mia scelta di candidarmi nelle liste dell‘MPA, che, con la sua rappresentanza nel Consiglio Regionale, può dare un grosso contributo alla dialettica politica interna al Centro Destra.


8) Ed infine, perché gli lettori dovrebbero votarla?
Sono stato e sarò al servizio della gente come imprenditore e lo sarò ancor di più come politico, perché sono convinto che più cresce la società tutta più cresce la persona.




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Ultimo aggiornamento ( venerdì 05 dicembre 2008 )
 
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