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Editoriali
La Nannarone scrive a Napolitano. “Lettere a nessuno”
   (11093 letture) PDF Stampa E-mail
sabato 01 agosto 2009
SULMONA – Scrive l’assessore provinciale Nannarone, scrive e non si ferma. Neanche di fronte ad un tema complesso, impossibile da dirimere con una lettera. Neanche di fronte alla figura del destinatario scelto per la missiva: il Presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano, se mai leggesse la lettera o chi per lui, vi troverebbe scritto che al nostro assessore preme denunciare quello che sta “realmente accadendo” in Abruzzo a seguito del terremoto. Come dire: la verità posseduta e rivelata da un’esclusiva fonte.
Ultimo aggiornamento ( lunedì 03 agosto 2009 )
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Tardivamente si è fatto giustizia
   (11578 letture) PDF Stampa E-mail
lunedì 15 giugno 2009
L’ISTAT ha corretto le proprie valutazioni sulla disoccupazione nel Sistema Locale del Lavoro di Sulmona determinandolo in una percentuale pari al 9,1%.

Purtroppo la “correzione” è arrivata tardi, dopo che Sulmona , a causa di questo errore, ha perso la battaglia per il riconoscimento di Zona Franca Urbana.

Il 9,1% è una percentuale particolarmente alta, la più alta d’Abruzzo che ha una media del 6,5 % contro una media nazionale del 6,1%

Ora però bisogna far pesare questo non invidiabile primato su tutti i tavoli, da quello regionale a quello nazionale dove gli uffici del Ministero per lo sviluppo economico stanno lavorano per definire i parametri per il riconoscimento della Zona Franca prevista dal decreto per il terremoto.

Franco Iezzi
Presidente Associazione ARS



Ultimo aggiornamento ( lunedì 15 giugno 2009 )
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Sulmona: Il prossimo 3 giugno sarà effettuata la disinfestazione
   (10558 letture) PDF Stampa E-mail
lunedì 25 maggio 2009
Immagine attivaA partire dalle ore 23.30 del prossimo 3 giugno (fino alle ore 5,30 del 4 giugno) verrà effettuato in città, dalla ditta Biblion di Roma, il servizio di disinfestazione, Si prega di comunicare a tutta la cittadinanza di tenere chiuse finestre e balconi. 

Comune di Sulmona

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 25 maggio 2009 )
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“Dicci la tua su: IL DECRETO & IL TERREMOTO”
   (15260 letture) PDF Stampa E-mail
martedì 05 maggio 2009
“ In questi giorni gli strumenti di informazione locale e nazionali, vagano nell’incertezza a proposito dell’auspicato prossimo decreto Bertolaso e della possibilità per la città di Sulmona di essere a qualche titolo ricompresa nel sistema delle agevolazioni concesse. Nell’attesa che questa situazione si definisca domandiamo ai nostri lettori il loro punto di vista. Inviate il vostro contributo all’indirizzo: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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Le riflessioni, che fa l'amico Andrea, circa il decreto, sono tutte condivisibili, in assenza del testo definitico, che licenzierà la Camera. Ciò che preoccupa veramente è il fatto che la storia della nostra Regione cambierà profondamente, corresponsabile una dirigenza politica qunato mai inesistente ed incapace di razionalizzare il problema, per tracciare le direttrici di un possibile futuro, tanto più che ci avviciniamo ad un " federalismo fiscale ", con risorse endogene scarsissime. Se i media continuano a propagandare il terremoto, come il " Terremoto d'Abruzzo ", Il danno per la nostra Regione sarà irreversibile. Ma torniamo al Decreto.
Le incertezze sono veramente tante: circa i tempi, circa la copertura finanziaria, circa la gestione dei fondi, circa la capacità di chi dovrà redigere il " piano regolatore ", inteso come momento fondante per la ricostruzione della città dell'Aquila. E la cosa che spaventa di più, è la mancanza di una rappresentanza politica forte, capace di agire all'unisono ( destra e sinistra ), per rivendicare, oltre alla concretezza della ricostruzione materiale, la ricostruzione socio-economica, soprattutto del Centro Abruzzo; questa fetta di territorio abbandonata a se stessa e messa alla berlina da una trasmissione in diretta: " L'Italia in diretta ", durante la quale, tutti in pompa magna, tra asini e lama, quasi a volere esaltare la esterofilia innata, che mortifica Sulmona ed i Sulmonesi in ogni occasione, soprattutto nelle tornate elettorali, a favore di altri territori.
Insomma, vorremmo sapere e testare la forza dei nostri Parlamentari, tutti, nessuno escluso, perchè questo è il momento di riflessione anche per il voto europeo.

Salvatore Fluttuante

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A questo punto mi sembra evidente che l’inadeguatezza, la confusione, anche la pericolosità, del decreto, che incomincia ad essere discusso oggi, alle Camere, siano ampiamente condivise. Bisogna emendarlo, sostanzialmente modificarlo ed auguriamoci che ci si riesca.
Ma quello che mi preme mettere in evidenza è un filosofia complessiva, del decreto, che ritengo non si possa condividere. E questa è relativa a due questioni:
la prima, l’ipotesi che i finanziamenti per la ricostruzione siano spalmati fino al 2032, con il rischio della polverizzazione, della frammentazione e dell’inutilità;
la seconda che i soggetti gestori della ricostruzione non debbano essere identificati nelle classi dirigenti territoriali; quando, al contrario,è proprio questo quello che si dovrebbe imporre, indicandone poteri, limiti e strumenti.
I finanziamenti. Affidati, secondo la logica del decreto, alla “eccedenza” (mi si passi il termine) che deriverebbe in grandissima parte da entrate “possibili” (e non certe), rischiano di essere addirittura “aleatori”; e sarebbe un pericolo troppo grosso, per infrastrutture e patrimonio monumentale ad ineguagliabile valenza economica e sociale. Non si può scherzare. (In questi giorni disgraziatamente condivisa, dalla cultura regionale, è l’ipotesi che L’Aquila – e con essa, a questo punto, l’Abruzzo più interno – resti come segno di una forte “memoria del passato”…. Realisticamente. Il secolo che viviamo non consente, di fatto, a chi è invalido, il recupero; insomma, nessuno “ci” aspetterebbe. Non siamo più al 1400 o al 1700 quando ciò è stato possibile; oggi il ritmo della vita é troppo veloce).
Ma è proprio per queste considerazioni che quello che personalmente mi angustia di più, ad un mese e mezzo dal sisma, è l’assenza dell’avvio di un progetto di ristrutturazione regionale, complessivo. Ci avviamo a “fare” le casette provvisorie, facciamo partire il processo della ricostruzione (pubblica e privata), con tutte le perplessità di cui si dice e con i tempi che, con senso di crudo realismo si preannunciano, inevitabilmente, lunghi, lunghissimi (quanto meno decennali)…e poi? Voglio dire, nel frattempo? La vita riprende a scorrere!...Sì, ma dove, come, per chi….
Mi angosciano le risposte a questi punti di domanda.
Da troppi anni si è perso, in Abruzzo, il senso di un disegno complessivo di sviluppo e d’integrazione mare/montagna che caratterizzò le stagioni della politica degli anni tra il 1970 ed tutto il 1980 già da allora in termini di recupero di ritardi accumulati, da ripianare. E’ proprio questo disegno che oggi preserverebbe l’Abruzzo più interno dal rischio della sindrome dell’archiviazione. Sarebbe terribile. Ma il rischio, da non correre è proprio questo.
Quando qualcuno, in questi giorni, ha sottolineato che quei venti secondi del 6 aprile hanno cambiato la “storia” di questa regione, non ha fatto retorica a buon mercato. Ha detto una verità terribile che la volontà politica e soltanto questa può governare. Sì. Ma c’è? E se c’è, dov’è?
 
Andrea Iannamorelli



L’approvazione del Decreto Abruzzo al Senato, il voluto silenzio del Commissario Straordinario sulle problematiche del nostro territorio (non vi sarà mai, anche perché legislativamente non concepibile, un provvedimento contrario all’inserimento nell’elenco dei comuni danneggiati), i pronunciamenti anche ufficiali di esponenti di primo piano del governo regionale, hanno di fatto definitivamente sancito la esclusione di Sulmona e dei comuni della Valle Peligna non solo dal cosiddetto “cratere”, ma anche da tutte le provvidenze ed incentivi economici previsti in favore dei comuni colpiti dal sisma.
Anche coloro che ingenuamente sostenevano che l’importante non era entrare nell’elenco, quanto vedere riconosciuti incentivi e misure di sostegno, quali la Zona Franca Urbana o simili, dovranno ricredersi. Tali strumenti saranno ad esclusivo vantaggio dei comuni del cratere, se non addirittura solo di alcuni di essi (L’Aquila ed il suo hinterland), come propugna il Vice Presidente del Consiglio Regionale, il Sindaco della città capoluogo e finanche Confindustria.
Sulmona ne uscirà ancora una volta con le ossa rotte, priva di difese nell’assise regionale, dove i tanti politici che qui hanno mietuto voti, a scapito dei candidati del nostro territorio, ed eletti quindi anche con il contributo dei cittadini di Sulmona, si ricordano ora di essere marsicani o aquilani o teramani, pronti a difendere solo le ragioni delle loro città di origine.
Sulmona, che già attraversava una crisi economico sociale senza precedenti, arretrerà ancora e sarà confinata e ghettizzata ai margini dell’Abruzzo.
Se ciò deve accadere, che accada contestualmente ad uno scatto di dignità e di orgoglio dei quali dobbiamo riappropriarci.
Il Senato e la Protezione Civile hanno detto che il terremoto qui non c’è stato, non avendo prodotto quegli effetti minimi (sesto grado della Scala Mercalli) che la norma richiede. Ed allora iniziamo con l’essere conseguenti:
1)      Il Sindaco revochi tutte le ordinanze di sgombero negli edifici danneggiati, poiché tali non sono, non essendo concepibile che in un comune non colpito dal sisma, quantomeno con effetti del sesto grado, vi siano alcune centinaia di immobili dichiarati inagibili. Tutti tornino nelle case e negli uffici sgomberati.
2)      Il Sindaco inviti la Protezione Civile a smontare le tendopoli nel territorio cittadino, per le ragioni appena dette.
3)      Il Comune di Sulmona, non riconosciuto terremotato, cessi di anticipare spese per il COM 7, con il rischio di dissesto finanziario dell’ente. Non si comprende come la città di Sulmona debba mettere a disposizione proprie risorse e personale in favore della protezione civile per attività che non la riguardano. E’ più logico che la Protezione Civile si rivolga a quei comuni del COM 7 che quantomeno sono stati inseriti nel cratere e che hanno la certezza di vedersi restituiti gli esborsi.
Questi i primi, logici e necessari provvedimenti.
Toccherà poi alle forze politiche locali farsi interpreti degli interessi delle nostre popolazioni, anche con iniziative eclatanti, per evitare che da amministratori di una città di antiche tradizioni si diventi amministratori di un condominio !!
Alleanza per Sulmona                                                                   
Il Capogruppo – Vittorio Masci

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Mi sembra di capire che tutte le illazioni che si sono fatte circa il DL per l'Abruzzo e tutte le sparate di Parlamentari, Coordinatori Regionali e via dicendo, resteranno tali. Infatti il Senato ha, di fatto, blindato l'ordinanza Bertolaso e quella Zona Franca tanto sperata resterà un sogno. E' vero che il sima non ha prodotto dànni materiali di eccezionale rilevanza, ma il tessuto socio-economico si è ulteriormente indebolito e questa era l'occasione per ridarci ciò che ci era stato tolto, con i soliti marchingegni statistici. Tutto ciò significa anche un'altra cosa: che i nostri Amministratori non si sono fatti sentire, che i nostri Rappresentanti Politici non contano nulla, se un Pastore ed un Tagliente hanno frapposto ostacoli alle legittime richieste di un territorio che vanta un tasso di disoccupazione superiore al 20%. Ed i Partiti Politici, almeno quelli che contano? Nulla, o quasi. E qualche consigliere si preoccupa delle strade, sbagliando, tanto che la Presidente Pezzopane, donna con le palle, a parte la Sua convinzione politica, che non condivido, lo ha messo alla berlina. Ogni tanto leggiamo qualche sparata, o " sbrafandata", come ha detto anche il mio amico Franco Iezzi e poi tutto tace. Scusate, se non è successo niente, tutta questa Protezione Civile, tutti i carabinieri che vigilano, tutta la Polizia che gira, tutti i Vigili del Fuoco sparsi sul territorio a cosa servono? A spendere soltanto denaro? E quell'obrorio di tenda a Piazza Tresca per accogliere i turisti, che appena la vedono scappano via, serviva? Oppure si poteva trovare una sistemazione migliore e non offrire tale biglietto di visita?
Insomma, sarebbe tempo di un " Iammo mò " e cacciare tutti fuori dai Palazzi.
Salvatore Fluttuante
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 01 giugno 2009 )
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