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Editoriali
“Enti inutili, competenze inutili”
   (22203 letture) PDF Stampa E-mail
sabato 06 novembre 2010

“Enti inutili, competenze inutili”
La mappatura di Confindustria L’Aquila  

SULMONA -  Una volta si diceva: “stiamo ancora aspettando”. Probabilmente ce la faranno lo stesso a raccogliere qualche dato, ma bisogna anche vedere come. Ci riferiamo all’annuncio lanciato nei giorni scorsi da Confindustria L’Aquila, che recitava: “mapperemo gli enti inutili nella provincia dell'aquila e poi faremo pressione sul governo per farli eliminare: nel volgere di qualche settimana sapremo chi e quanti sono gli enti che "costano e non pagano", cioè che rappresentano una spesa a fronte di alcun servizio. da oggi gli imprenditori possono cominciare ad inviare le proprie indicazioni sul nostro indirizzo di posta, tutti hanno ricevuto una scheda da compilare”. A parte il particolare sistema di monitoraggio - che ricorda “la delazione” ai tempi della seconda guerra, quando si istigavano i vicini di casa ad indicare le famiglie sospette – ci si chiede soprattutto perché Confindustria si erga a bacchettatrice di tutto e tutti. Se enti inutili esistono, anzi senza il condizionale: esistono, non è certo l’unione degli industriali a dover occuparsi direttamente della questione. 
Ultimo aggiornamento ( lunedì 08 novembre 2010 )
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“Quell’insostenibile pesantezza della plastica”
   (21752 letture) PDF Stampa E-mail
martedì 26 ottobre 2010
“Quell’insostenibile pesantezza della plastica”

Strana campagna discriminante contro le buste in polietilene              
                              

SULMONA – Esiste una discriminante, sottoforma di elemento non ben identificabile, anche nelle campagne mediatiche a tema, soprattutto in quelle “contro” qualcosa. Nel caso specifico qui ci riferiamo a quelle ambientaliste contro le buste di plastica. Le comuni buste in polietilene, quelle che ci ritroviamo in mano all’uscita dalla spesa. Sui media in generale, si assiste a vere e proprie crociate contro i sacchetti di plastica, per convincere la gente, ma prima di tutto i produttori, a passare al cosiddetto biodegradabile. All’apparenza ai non addetti ai lavori, sembrerà anche una cosa buona e giusta, ma quello che non torna è una semplice contraddizione. Perché se la prendono con il contenitore e non con il contenuto? Ovvero, perché si investono soldi per discriminare un sacchetto di plastica dal peso di 10grammi e non si parla mai dei 300gr della plastica dei prodotti che quel sacchetto deve contenere? Siamo sommersi dagli imballaggi inutili di qualsiasi articolo, non certo da una busta che ci rende il servizio di portare la merce a casa e poi può essere riutilizzato per contenere l’immondizia, tra l’altro. Per non parlare del problema dell’inquinamento legato alle acque minerali: tralasciando la mole immane della plastica necessaria per i contenitori, in Italia occorrono migliaia e migliaia di tir al mese, che producono un inquinamento spropositato per il solo trasporto.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 27 ottobre 2010 )
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“Allora non è un paese per nessuno!”
   (21138 letture) PDF Stampa E-mail
lunedì 11 ottobre 2010
 
“Allora non è un paese per nessuno!”
Capri espiatori sparsi tra diverse generazioni di politici
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SULMONA - E’ la locuzione di turno, la frase divenuta trend concettuale, slogan, grazie al battage attraverso cui i media la riutilizzano nelle infinite varianti, e di qui trasfusa nell’immaginario collettivo. Dal titolo del romanzo di Cormac McCarthty, al film dei fratelli Cohen etc., fino alle più modeste pretese di Rete5 che ne ha ripreso la scia per la pubblicazione dell’ultimo articolo in questo stesso spazio. Ora la citazione arriva da un articolo Barbara Palombelli, su “Il Foglio”, e riutilizzata da Dagospia (consultabile qui sotto).
Ultimo aggiornamento ( lunedì 18 ottobre 2010 )
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"Non è un Paese per Internettiani"
   (20644 letture) PDF Stampa E-mail
lunedì 04 ottobre 2010
 
"Non è un Paese per Internettiani"
Informazione e disinformazione giuridica sul mondo del Web
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Cassazione: Il direttore di testate online non è responsabile della diffamazione Web

 

In base all'articolo 57 del Codice penale, la pubblicazione di contenuti diffamatori non ricade nella responsabilità oggettiva del direttore editoriale dei "giornali online". Lo stabilisce la Cassazione

Scriviamo spesso - purtroppo e con dispiace - che “l’Italia non è un paese per Internet” per troppi motivi (ritardi cronici nel divario digitale e culturale, e nel bandwith divide). Ma ogni tanto giunge qualche segnale di speranza: l’ultima sentenza della Cassazione rientra in questa categoria. La Cassazione ha infatti stabilito che il direttore di un giornale online, in caso di diffamazione Web, non è responsabile per “omesso controllo”.
Ultimo aggiornamento ( lunedì 04 ottobre 2010 )
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