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Pale eoliche, 200 introdacquesi si oppongono |
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giovedì 11 febbraio 2010 |
INTRODACQUA – “Chiediamo al Comune di revocare la delibera di consiglio comunale approvata all’unanimità a giugno del 2008, con cui è stato dato il via libera al parco eolico, e agli altri enti di respingere le richieste di autorizzazione per l’istallazione delle pale”.
È quanto chiedono 200 introdacquesi, che hanno firmato la petizione del Comitato civico contro le pale eoliche, coordinato da Licia Mampieri.
Il Comitato, nato alla fine di dicembre, ha tenuto stamattina ad Introdacqua una conferenza stampa per spiegare i motivi del no al parco eolico, già autorizzato dal Comune.
“Non siamo contrari all’energia alternativa – ha precisato la Mampieri – ma non vogliamo che le pale eoliche deturpino le nostre montagne. Tali decisioni, poi, non possono spettare solo all’amministrazione comunale. Quello che poi critichiamo è anche la mancata trasparenza e informazione ai cittadini di quanto deciso circa il parco eolico”.
“Le pale eoliche non porterebbero nessun vantaggio economico ai cittadini – ha aggiunto Fernando Ventresca del Comitato – in più il fatto che il Comune incassi un indennizzo per la realizzazione del parco eolico implica un danno ambientale ad una natura incontaminata e ad una zona esclusiva”.
Le ragioni della contrarietà si riferiscono principalmente alla tutela del paese, uno dei borghi più belli d’Italia, e di un’area naturalistica protetta.
Per questo il Comitato ha già inviato un esposto ai ministeri dell’ambiente e delle politiche agricole, alla Sovrintendenza, alla Regione e alla Provincia.
Il progetto prevede la realizzazione di 20 pale eoliche alte settanta metri, con una base in cemento armato di 40 metri quadri l’una. Il tracciato, lungo circa 6 chilometri e mezzo, attraversa i monti Genzana e Rognone, e i colli Sardo e Serra Rufigno.
È quindi pressocchè innegabile l’impatto visivo della centrale, che sovrasterà diversi paesi e dominerà il crinale di una montagna.
La realizzazione del parco eolico, già appaltato ad una piccola società, prevede una spesa complessiva da trenta milioni di euro e una stima di guadagno annuo che sfiora i 500mila euro.
Contrarietà è stata espressa anche dal Wwf e dalla Lipu. Federica Pantano
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 11 febbraio 2010 )
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