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Consiglio comunale unanime contro la centrale Snam | |  (1753 letture) |
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lunedì 23 febbraio 2009 |
SULMONA - Ci sono volute più di sei ore di discussione, fra pause interminabili, interventi a volte surreali e riunioni di partito, per dire no alla realizzazione della centrale Snam di compressione del gas.
Un epilogo tutt’altro che scontato, arrivato solo alle 16, dopo la disposizione della terza pausa del dibattito.
Forse l’interruzione più fruttuosa, visto che l’accordo è arrivato, fra gli applausi dei consiglieri e dei cittadini presenti in aula, la gran parte dei Comitati ambientalisti.
È stata, infatti, approvata all’unanimità, con venti voti favorevoli, la delibera che esprime “contrarietà all’insediamento della centrale Snam rete gas nel territorio di Sulmona”.
Questa quanto si legge nell’incipit del documento approvato, la cui stesura ha avuto bisogno di tre lunghe sospensioni, fino ad arrivare ad una sintesi delle due delibere proposte dalla giunta e dalla minoranza nella settimana scorsa.
Prima delle 16, in una sorta di clima surreale, i consiglieri di maggioranza prima e di opposizione poi, nei vari interventi, confessavano di non riconoscersi in quella prima stesura del documento firmato, in cui si esprimeva contrarietà alla realizzazione della centrale su Case Pente e non parere sfavorevole all’impianto in qualunque zona venisse realizzato.
Uno dopo l’altro, infatti, i consiglieri sono intervenuti più volte, a partire da quelli di maggioranza, con Alessandro Maceroni (Allenza per Sulmona) e Luigi Rapone (Udc), che hanno chiesto maggiore chiarezza nella delibera.
Poi Filadelfio Manasseri e Antonio Iannamorelli del Pd, Silverio Gatta (sinistra arcobaleno), Luciano Marinucci (socialisti) e gli altri che si sono dilungati sulla necessità di essere più precisi nel testo della delibera.
Sia da banchi dell’opposizione che da quelli della maggioranza, più volte è stato citato il documento scientifico sottoscritto da 150 medici del territorio che avverte sui rischi per la salute di insediamenti impattanti.
Così, alla fine, dopo la terza e ultima pausa, si è arrivati all’accordo, tutt’altro che scontato.
Nella delibera si ribadisce, inoltre, parere sfavorevole “all’attuale localizzazione di Case Pente, invitando la Snam ad elaborare un progetto alternativo in un’area improduttiva sotto il profilo agricolo e di minore impatto paesaggistico, ambientale e sanitario. Nel caso in cui si pervenga ad una localizzazione diversa, ma sempre all’interno del Comune – si legge nel documento – il consiglio comunale dà mandato al sindaco di richiedere il riconoscimento di giuste misure di compensazione e riequilibrio ambientale”.
Una folta delegazione di Comitati ambientalisti ha partecipato alla seduta, distribuendo una lunga relazione in cui si spiega che “l’ubicazione della centrale a Case Pente non è assolutamente l’unica, visto che lo snodo principale delle tubazioni si trova nella Marsica”.
Da un rischio dal quale il Comune prova quantomeno a sottrarsi, se ne ripresenta un altro, con La Coccinella Srl, società che vorrebbe realizzare un inceneritore di rifiuti ospedalieri nel nucleo industriale, che torna alla carica.
In un documento del 17 febbraio scorso, infatti, la Regione riferisce di non aver ricevuto il parere tecnico dal Comune sull’impianto e lo invita a mandarlo quanto prima.
In realtà la delibera di giunta dell’11 dicembre scorso aveva già detto no alla realizzazione dell’inceneritore, facendo seguito ad altre due delibere, entrambe di giunte di centro destra, del 28 giugno del 2001 e del 17 luglio del 2002. Federica Pantano
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Ultimo aggiornamento: 09 febbraio 2010 00:16 |
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